La Cei di Bagnasco si piega al ceto politico centrista e tecnocratico

Ma basta l’Avvenire. Ieri il direttore Marco Tarquinio ha scritto che il governo Monti è “una possibilità concreta. E c’è da augurarsi che si realizzi. Così come c’è da augurarsi che la qualità della proposta programmatica e delle personalità della compagine governativa che sta nascendo sia tale da agevolare questo esito”. Poi c’è la gioiosa corsa centripeta degli ex dc ex berlusconiani. E la svolta della galassia ciellina: politici professionali, rappresentanza mediatica. Luigi Amicone, direttore di Tempi, ha scritto che “sarebbe necessario, anche dopo Monti, che almeno i due principali partiti – Pdl e Pd – si presentassero agli italiani con la stessa opzione e programma di Grosse Koalition”. La corsa al centro è cresciuta dall’estate, con l’incontro segreto orchestrato da monsignor Toso, numero due del segretario di stato Tarcisio Bertone. Come sempre, quando ci sono guerre e carestie, la chiesa bada ai fondamentali: le chiese e le scuole (il ministero dell’Istruzione), possibilmente le famiglie. Ma in tutto questo – e qualcuno, un po’ sottovoce, in casa cattolica lo dice – c’è anche il venir meno di una visione strategica. La chiesa ruiniana dei valori non negoziabili esce triturata, e corre a riposizionarsi. Persino Scienza & Vita, creatura ruiniana che aveva fatto della lobby bipartisan e pre-politica la sua chiave di successo, organizza per il 18 un convegno con Alfano, Bersani, Casini e Maroni. Ma anche il progetto di Casini sembra per ora doversi limitare a qualche nome potabile per il giro bocconiano. Dovrà dimostrare poi di avere tela da tessere, fermo restando che, in uno schema bipolare, la chiesa non sa che farsene di un partito identitario al poco per cento.
"Maurizio Crippa, vicedirettore, è nato a Milano un 27 febbraio di rondini e primavera. Era il 1961. E’ cresciuto a Monza, la sua Heimat, ma da più di vent’anni è un orgoglioso milanese metropolitano. Ha fatto il liceo classico e si è laureato in Storia del cinema, il suo primo amore. Poi ci sono gli amori di una vita: l’Inter, la montagna, Jannacci e Neil Young. Lavora nella redazione di Milano e si occupa un po’ di tutto: di politica, quando può di cultura, quando vuole di chiesa. E’ felice di avere due grandi Papi, Francesco e Benedetto. Non ha scritto libri (“perché scrivere brutti libri nuovi quando ci sono ancora tanti libri vecchi belli da leggere?”, gli ha insegnato Sandro Fusina). Insegue da tempo il sogno di saper usare i social media, ma poi grazie a Dio si ravvede.
E' responsabile della pagina settimanale del Foglio GranMilano, scrive ogni giorno Contro Mastro Ciliegia sulla prima pagina. Ha una moglie, Emilia, e due figli, Giovanni e Francesco, che non sono più bambini"
